Blasone o Arma gentilizia della Famiglia Nobile Bisignano - Bisignani.
Tela ad olio, certificata dall'Istituo Araldico Nazionale sez. di Cosenza, del dott. comm. Feliciano Mostardi, ed eseguita dalla pittrice Giulia de La Via.
Di azzurro: alla croce del Calvario di Oro, piantata sopra una testa di morto, sostenuta da un libro aperto, il tutto dello stesso. Corona di Conte
Significato dei colori, degli smalti e delle figure che compongono il succitato stemma:
- Azzurro: dei cinque colori usati nell'Araldica, l'Azzurro è il più importante perché rappresenta il cielo e l'oceano, ossia l'aria e l'acqua; accoppiato con l'Oro, rappresenta la regalità. Questa tinta esprime la "Vigilanza", la "Fortezza", la "Costanza" l'"Amor di Patria", la "Vittoria", la "Fama", la "Ricchezza" e la "Potestà".
- Oro: L'oro è il più nobile dei due metalli blasonici e rappresenta il sole. Esso simboleggia la "Fede", la "Giustizia", la "Carità", la "Nobiltà", la "Gloria", la "Sapienza", il "Potere", la "Cavalleria", la "Forza", la "Longevità" e l'"Eternità".
- Croce: In Araldica la Croce - formata da un palo e da una fascia, è considerata simbolo di primo ordine; é il simbolo della religione cristiana e simboleggia il "Martirio", il "Sacrificio", la "Virtù" e il "Soprannaturale".
- Teschio: Figura non molto usata in Araldica, rappresenta la "Caducità della Vita", la "Morte", la "Fugacità della Vita umana" e la "Ponderazione".
- Libro: Si può rappresentare aperto, chiuso od affibbiato: nel Blasone rappresenta la "Erudizione", la "Scienza" ed il "Rispetto per la Legge".
* Estratto dal Libro: "I Bisignano" Famiglia della città omonima di Rosario Curia - Collana Studi e Ricerche sez. Araldica by Editrice Cliodea 1992 - Tutti i diritti riservati
Altre Fonti di Archivio Storico:
a cura del Dott. A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO DI SICILIA
Bisignani o Bisignano:
Questa Famiglia è d’origine palermitana, essendo stato padre di quel Desiderio, dottore in leggi e primo a portarla in Messina, un Antonino cittadino palermitano, che celebrò il suo testamento presso gli atti di notar Giacomo Mulè di Palermo a 2 dicembre 1581.
Fu Desiderio eletto a 3 aprile 1572 rettore dello studio di Catania, giudice delle appellazioni di Messina nell’anno 1601-2 e padre di Francesco giudice della Gran Corte 1663, marito di Eufemia Corogna dalla quale ebbe: Giovanni dottore in leggi, decorato, con privilegio dato a 10 dicembre 1698 esecutoriato a 16 giugno 1699, del titolo di conte di Villamena.
Da Giovanni Bisignano e Corogna conte di Villamena, e da Antonia Marchese ne vennero fra gli altri: Francesco e Desiderio, il quale ultimo venne ricevuto nell’ordine di Malta in qualità di cavaliere milite di giustizia nell’anno 1721.
Francesco Bisignano e Marchese, come primogenito, fu investito a 31 maggio 1726 del titolo di conte di Villamena, titolo pervenuto dopo varii passaggi in persona di Emanuele Bisignani e Megali, cavaliere dell’ordine della corona d’Italia ecc. che l’ebbe riconosciuto con decreto ministeriale del 5 ottobre 1879.
(...) Dal Villabianca, rileviamo essere questa una nobile famiglia patrizia messinese.
Un Giovanni Bisignano fu il primo conte di Villamena per concessione di rè Carlo II nel 1699 e commissario generale viceregio in Sicilia.
Il di lui fratello Desiderio fu cavaliere di S. Giacomo della Spada; un altro Desiderio figlio del succennato Giovanni commendatore gerosolimitano; un Francesco senatore di Messina e console nobile; ed infine un Antonino di lui figlio cavaliere gerosolimitano.























































































